A giocare d’azzardo non tornano i conti

Taxi1729 è la società di divulgazione scientifica impegnata a dimostrare la frode del gioco d’azzardo

La probabilità, la statistica, il calcolo matematico sono armi incontrovertibili per dimostrare la frode che, opportunamente studiata da professionisti della comunicazione e della psicologia, si cela dietro ogni tipo di gioco a premi.

Taxi1729  è una società di divulgazione scientifica nata nel 2009 per comunicare in merito alla probabilità e che, per caso, si è ritrovata faccia a faccia con il gioco. D’azzardo. E che oggi sensibilizza in tutta Italia l’inganno che sta dietro a ogni tipo di gioco che prevede una vincita in denaro. Taxi 1729 è diventata così una sorta di campagna permanente di promozione della salute pubblica.

L’attività è indirizzata in particolare ai più giovani che soffrono di una mancanza di educazione in merito al problema, loro e degli adulti che li circondano. Taxi 1729 porta il suo contributo, infatti, anche in molte scuole trovando ragazzi interessati e sensibili.

Il metodo di lavoro ce lo ha spiegato uno dei fondatori, Diego Rizzuto, che crede nel potere buono della comunicazione:

«Abbiamo capito che si doveva fare una contro-pubblicità che non doveva essere “secchiona”, noiosa e che non doveva dire cosa fare e cosa non fare. Dire a un ragazzo: non giocare perché fa male, non serve, anzi può avere l’effetto contrario. Quindi facciamo leva sul portafoglio, dimostrando, numeri alla mano, quanto perdi ogni volta che giochi e che la vincita è una chimera. Apriamo metaforicamente la slot machine e ti mostriamo l’ingranaggio che ti frega. E tutto in chiave leggera e ironica. Sdrammatizziamo, mettendo a nudo il dramma della frode. Ma questo lavoro va fatto molto presto, abbiamo infatti progetti per le scuole medie e vorremmo coinvolgere anche le elementari. Manca, infatti, la cultura del rischio e della probabilità che dovrebbe iniziare a scuola dove invece non si studiano né statistica né probabilità. Questo causa un deficit diffuso di consapevolezza, dovuto alla non conoscenza.»

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