Ecco cosa ci dicono gli oltre 35.000 giovani coinvolti nel Progetto Selfie

Simone Feder, giurato di #iogiocodavvero, spiega cosa è emerso dall’indagine Progetto Selfie su oltre 35.000 giovani delle scuole medie e superiori

Cosa hanno in comune il bando #iogiocodavvero – realizzato grazie ai fondi dell’8xmille della Chiesa Avventista – e il Progetto Selfie, l’ultima indagine sugli stili di vita degli adolescenti, nato dalla collaborazione tra la Casa del Giovane di Pavia, Fondazione Exodus e Bicocca Applied Statistics Center?

Simone Feder: giurato di #iogiocodavvero e coordinatore dell’Area Giovani e dipendenze della Casa del Giovane.

È lui che spiega per noi l’importante indagine intitolata “Progetto Selfie” che agli oltre 35.000 studenti di centinaia di scuole medie inferiori e superiori delle province di Varese, Milano, Bergamo, Pavia, Mantova, Cremona, Cosenza e Potenza, e medie di Verona, Ferrara, Perugia, Viterbo, Frosinone, Matera e Caltanissetta, pone la cruciale domande: Cosa è per te l’azzardo?

«È risultato che i giovani hanno ben chiaro che l’azzardo non è un gioco. Hanno chiaro che può facilmente diventare una malattia. Hanno meno chiaro le motivazioni che spingono a giocare d’azzardo. Le risposte si dividono generalmente in: per guadagnare in modo facile o “non lo so”».

Ecco cosa è stato scoperto:

  • nell’11% delle famiglie dei ragazzi delle scuole medie qualcuno gioca abitualmente, mentre la percentuale delle famiglie dei ragazzi frequentanti le superiori è del 9%;
  • il 18% dei ragazzini delle medie gioca con i nonni o gli zii, lo stesso fa il 15% dei ragazzi delle superiori;
  • nessuna differenza tra la popolazione italiana e quella straniera;
  • scommette il 23% dei ragazzi delle superiori;
  • il 14% dei ragazzi in generale gioca o ha giocato alle slot machine;
  • il 58% dei ragazzi in generale sfida la sorte con i Gratta&Vinci comprati con i genitori.

«Abbiamo inoltre scoperto che i ragazzi conoscono molto bene i luoghi dell’azzardo presenti nel loro territorio, e chiarito la stretta correlazione tra il rendimento scolastico basso, fino anche all’interruzione degli studi, e il gioco abituale».

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