Elisa Balsamo nella giuria di #iogiocodavvero

La promessa del ciclismo affianca la campagna di sensibilizzazione sull’azzardo per un gioco sano e pulito

Abituata a correre. Su pista e su strada. Elisa ha deciso di affiancarsi al progetto #iogiocodavvero. Perché il ciclismo «è uno sport di squadra, ma a vincere è uno solo». Perciò può capitare che tu corri, sudi, ti impegni, sproni i tuoi compagni, ma sul podio non ci sali. Il ciclismo è dunque uno sport con cui si impara davvero «cosa siano il sacrifico e il senso di unione con la propria squadra. Capisci che da soli non si vince». Lo sport dunque come via privilegiata di educazione, nel senso di formazione alla vita e di accompagnamento verso l’età adulta. Lo sa bene Elisa Balsamo, giovane promessa del ciclismo, che dello sport ha fatto una scelta di vita e che ha accettato di partecipare alla giuria di #iogiocodavvero: «Quando Veronica di Sport Pro Ride (https://www.sportproride.com/), l’agenzia che mi segue nell’assistenza tecnico-sportiva e gestisce la mia immagine, mi ha parlato di questo progetto, mi sono sentita subito coinvolta. Ho pensato che affiancare la mia immagine potesse essere utile a sensibilizzare i giovani sportivi come me. È un modo concreto di contribuire per favorire il gioco sano».

Elisa Balsamo ha ereditato la passione per la bici giovanissima in famiglia: «Sia i miei nonni che i miei genitori amano molto il ciclismo, anche se da bambina ho provato tanti sport, fino a quando, a 12 anni, ho scelto di percorrere la mia strada in sella». Passista, veloce, pistard, Elisa conquista la maglia tricolore in tutte le categorie giovanili in cui ha corso. Veste i colori blu fucsia del Valcar – PBM Team e nel 2016 colleziona numerosi successi di notevole importanza come due medaglie d’oro agli Europei su pista della medesima categoria. Nella stessa stagione vince anche la medaglia d’oro nell’inseguimento a squadre agli Europei su pista categoria Elite. A ottobre 2016, da completa fuori classe, a Doha diventa Campionessa Mondiale Juniores su strada, mentre nel 2017 passa nella categoria U23, sempre con i colori Valcar – PBM. Si appropria anche dei Campionati Europei su Pista U23 con due Medaglie d’oro nell’Omnium e nell’inseguimento a squadre seguite da una medaglia di Bronzo nella Madison coppie. Il sogno nel cassetto è partecipare alle Olimpiadi di Tokyo 2020 e la sua grande passione sportiva si manifesta nel desiderio di aiutare il movimento ciclistico femminile a crescere nel prestigio e nei confini.

  • Lo sport è impegno e lavoro, ma anche gioco. Quanto è importante che sia pulito?

L’etica nel gioco e nello sport è l’aspetto più importante e la si impara fin da bambini, quando a prevalere sono il desiderio di divertirsi insieme ai propri amici. La prima cosa che ho imparato sono state le regole del gioco che ancora oggi segnano il mio percorso. Una volta che le regole sono chiare, la strada, pur nella fatica, è in discesa e questo permette anche di continuare a divertirsi. Infatti, anche se per me il ciclismo è un lavoro, resta anzitutto la mia più grande passione e ancora oggi, quando mi alleno e quando gareggio, mi diverto.

  • Si sente dire spesso che i giovani oggi non sono più quelli di una volta, non si impegnano in nulla… È davvero così?

È vero. I giovani non sono più quelli di una volta. Per forza. Il tempo passa e si cambia. Non è detto però che siamo cambiati in negativo. Conosco tanti ragazzi, anzitutto i miei compagni di squadra, che, come me, guidati da una passione forte, educati fin da piccoli a seguire delle sane regole, abituati alla fatica e al sacrifico, amano “sudare” per realizzare i propri progetti. Amano correre, darsi da fare, impegnarsi… Credo che lo sport sia la migliore scuola di vita. Attraverso il ciclismo io, per esempio, ho imparato ad affrontare gli ostacoli della quotidianità. Davvero lo sport è un allenamento alla vita. Forse quando dicono che i giovani non sono più quelli di una volta è perché manca la spinta di una passione forte che va saputa valorizzare e allo stesso tempo educare, attraverso il giusto allenamento.

  • Conosci qualcuno che è affetto o è stato affetto da GAP? Secondo te cosa può spingere un ragazzo a cadere in questa dipendenza?

Non conosco nessuno direttamente, ma credo che il motivo principale sia la solitudine, perciò credo che lo sport e il gioco sano siano un aiuto prezioso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *