Federica Balestrieri nella giuria di #iogiocodavvero

Federica Balestrieri

«Il nostro è uno Stato croupier che ci fa vivere in un mondo a rischio. Tutti possiamo cadere nella trappola dell’azzardo e diventare vittime del GAP»

Nel mondo dello sport da sempre, nel sociale da tanto, la nota giornalista Federica Balestrieri quando, come inviata del Tg1, si occupò del fenomeno azzardo ne rimase particolarmente colpita. Per questo oggi ha detto sì a partecipare come giurata del concorso #iogiocodavvero.

Dopo 25 anni come inviata speciale in Rai, prima allo sport, dove è stata il volto di punta di Rai Sport poi al TG1, Federica il 31 dicembre 2016 ha deciso di dimettersi dalla Rai e di dedicarsi alla onlus da lei fondata, Riscatti, che a Milano realizza progetti di riscatto sociale legati alla fotografia, tra cui una scuola di fotografia per senza fissa dimora. Da quattro anni, inoltre, organizza ogni primavera al PAC- Padiglione d’arte contemporanea di Milano una grande mostra di fotografia sociale allo scopo di raccogliere fondi per progetti sociali. Quest’anno verrà allestito il nuovo centro giovanile di Amatrice con i fondi raccolti durante la mostra “Da Zero” dal 9 al 18 marzo. È anche autrice del blog livemorewithless.it.

  • Quale è il motivo che maggiormente la colpisce in merito all’azzardo?

Il fatto che viviamo in uno Stato croupier.

  • Quale invece il motivo che l’ha spinta a partecipare al progetto #iogiocodavvero?

Qualunque iniziativa possa essere utile per sensibilizzare i ragazzi, i più esposti al fenomeno, ben venga. In realtà, proprio perché il focus sono i giovani, progetti come questo diventano utili per tutti.

  • Nella sua esperienza attuale ha contatti con persone o realtà toccate dall’azzardo?

Un buon numero di senzatetto che conosco, grazie al lavoro con Riscatti, è affetto da Gioco d’Azzardo Patologico; è proprio a causa del gioco se si ritrovano in strada. Direi che l’azzardo è una delle cause principali dei senza fissa dimora. Sto parlando di persone che non avevano alcuna propensione alla vita di strada, anzi, avevano una famiglia, un lavoro, una vita normale insomma. Questo ci fa dire che cadere nella trappola dell’azzardo è molto facile, soprattutto per i giovani a causa anche della pervasività del web. Inoltre mi colpisce il fatto che, seppur non ci sia nessuna differenza con le altre dipendenze – il GAP è a tutti gli effetti una malattia da addictionmentre ti accorgi se una persona è tossicodipendente o alcolista, lo stesso non avviene nei confronti di un giocatore patologico. Siamo perciò di fronte a una dipendenza subdola per la quale nessuno può dirsi al sicuro davvero, anche perché in quasi tutti i bar c’è una slot machine o Gratta&Vinci in bella vista e alla portata di tutti. Viviamo in un mondo a rischio.

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