Francesca Canfora direttore artistico di Paratissima racconta Ludocrazy

L’arte a Torino come portavoce dell’emergenza GAP per non impazzire per il gioco d’azzardo

In un mondo e in una società caratterizzata da «mutamenti continui e sempre più rapidi che via via portano alla luce o creano nuove problematiche, l’arte assume oggi più che mai una funzione importante. Direi necessaria». Non è filosofia, ma realtà. In atto. A Torino. Da 14 anni. Racconta Francesca Canfora, direttore artistico di Paratissima (http://paratissima.it/), la manifestazione d’arte contemporanea dedicata ai talenti emergenti. Paratissima si occupa, infatti, della valorizzazione dei nuovi talenti artistici del nostro Paese. La mission di talent scouting è inoltre volta a un processo di crescita sul territorio che vede connaturata una ispirazione sociale. Anche per questo Paratissima ha scelto di diventare partner della campagna di sensibilizzazione per un uso consapevole e responsabile del denaro SOLO SE PUOI, in particolare per quanto riguarda l’impegno al contrasto del gioco d’azzardo patologico. Creatività e solidarietà si sono date così la mano ed è nato il progetto LUDOCRAZY – NON IMPAZZIRE PER IL GIOCO (http://ludocrazy.ottopermilleavventisti.it/). Il perché lo spiega molto bene Francesca Canfora: «Cos’è l’arte, e ancor più l’arte contemporanea, se non l’interpretazione della realtà attuale e anche del suo disagio. L’arte è lo strumento migliore che abbiamo per tradurre i mutamenti del nostro tempo in un linguaggio che sappia andare in profondità e che sia rivolto a tutti. Anche riguardo ai fenomeni più drammatici come il gioco d’azzardo patologico».

Paratissima ha da sempre una vocazione sociale connaturata a quella artistica.

Un rapporto necessario. L’arte, infatti, è portatrice di messaggi importanti e a noi in particolare piace sensibilizzare e stimolare gli artisti. Soprattutto quelli emergenti che rappresentano il futuro.

Il futuro della città e del territorio. Attraverso l’arte Paratissima in questi 14 anni ha portato anche riqualificazione urbana…

I quattro anni che abbiamo passato nel quartiere di San Salvario, zona stazione, che col tempo era stato sopraffatto dal degrado, hanno coinciso con la sua rinascita. Mentre le serrande degli esercizi commerciali si abbassavano per sempre, noi ripopolavamo i locali dismessi, proponendo mostre itineranti di artisti emergenti e ridando vita alla zona con la gente che è tornata a riappropriarsi dei propri luoghi. Sono così nati locali, ristoranti e pub e oggi San Salvario è la movida di Torino!

Non resta dunque che aderire a questo «fermento» in atto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.