il gioco d’azzardo patologico

Il gioco d’azzardo in tutte le sue forme, legali e illegali, rappresenta un fenomeno emergente in Italia, tanto da poter parlare a ragion veduta di azzardo di massa. Si tratta di una emergenza sociale che ha implicazioni e conseguenze macroscopiche e che investono fenomeni di: indebitamento e usura, violenza, dipendenza patologica e criminalità. I dati raccontano di una realtà che riguarda tutti, tanto che per ogni giocatore indebitato e/o patologico sono almeno 8 le persone coinvolte nel cerchio caldo del suo disagio.

Per la maggior parte dei giocatori ludopatici il gioco svolge la funzione di fuga dalla realtà. È come se giocare servisse a riempire un vuoto. Esistenziale e dunque culturale.

Il gioco per essere utile alla società e non un danno deve essere sano, relazionale, generativo, ossia tutto quello che l’azzardo, per sua stessa definizione, non è.

Per questo motivo e in questa prospettiva, la Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno nel 2018 sceglie di inserire all’interno della campagna di sensibilizzazione Solo Se Puoi – avviata nel 2016 – due canali comunicativi quali l’arte e lo sport. Ne nascono così due progetti, Ludocrazy, per sensibilizzare sui rischi derivanti dal gioco d’azzardo patologico attraverso il linguaggio dell’arte, e #IOGIOCODAVVERO rivolto ai giovani e giovanissimi attraverso il coinvolgimento delle Associazioni Sportive Dilettantistiche di tutta Italia.

Per conoscere i progetti nei dettagli
visita i siti dedicati

gioco d'azzardo

il gioco d’azzardo patologico

Il gioco d’azzardo in tutte le sue forme, legali e illegali, rappresenta un fenomeno emergente in Italia, tanto da poter parlare a ragion veduta di azzardo di massa. Si tratta di una emergenza sociale che ha implicazioni e conseguenze macroscopiche e che investono fenomeni di: indebitamento e usura, violenza, dipendenza patologica e criminalità. I dati raccontano di una realtà che riguarda tutti, tanto che per ogni giocatore indebitato e/o patologico sono almeno 8 le persone coinvolte nel cerchio caldo del suo disagio.

Per la maggior parte dei giocatori ludopatici il gioco svolge la funzione di fuga dalla realtà. È come se giocare servisse a riempire un vuoto. Esistenziale e dunque culturale.

Il gioco per essere utile alla società e non un danno deve essere sano, relazionale, generativo, ossia tutto quello che l’azzardo, per sua stessa definizione, non è. Per questo motivo e in questa prospettiva, la Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno nel 2018 sceglie di inserire all’interno della campagna di sensibilizzazione Solo Se Puoi – avviata nel 2016 – due canali comunicativi quali l’arte e lo sport. Ne nascono così due progetti, Ludocrazy, per sensibilizzare sui rischi derivanti dal gioco d’azzardo patologico attraverso il linguaggio dell’arte, e #IOGIOCODAVVERO rivolto ai giovani e giovanissimi attraverso il coinvolgimento delle Associazioni Sportive Dilettantistiche di tutta Italia.

Per conoscere i progetti nei dettagli
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gioco d'azzardo

Alcuni dati

Alcuni esperti sostengono che il gioco d’azzardo patologico (GAP) sia la patologia da dipendenza a più rapida crescita tra i giovani e gli adulti.

In Italia ne sono colpite circa 900.000 persone, ma ufficialmente in cura sono solo 7.000 pazienti. Si stima, tuttavia, che il trend sia in continua crescita, soprattutto a causa del web.

Secondo lo Young Millennials Monitor di Nomisma. In generale si arrivano a scommettere fino a 20 euro a settimana alle macchinette o in altro modo: i preferiti rimangono il Gratta & Vinci e le scommesse sportive.

Il numero dei giocatori è amplificato, in Italia, dalla presenza di una slot machine ogni 143 abitanti.

Nell’ambito della campagna Solo se puoi, è offerto un servizio gratuito di HELP LINE– che prevede sia una risposta telefonica sia una risposta a mezzo mail – rivolto a persone con dipendenza patologica da gioco d’azzardo (chiamate comunemente ludopatiche). Puoi chiamare il numero 06 36095959 nei giorni di apertura del servizio.

HELP LINE AZZARDO

Alcuni dati

Alcuni esperti sostengono che la ludopatia sia la patologia da dipendenza a più rapida crescita tra i giovani e gli adulti.

In Italia ne sono colpite circa 900.000 persone, ma ufficialmente in cura sono solo 7.000 pazienti. Si stima, tuttavia, che il trend sia in continua crescita, soprattutto a causa del web.

Secondo lo Young Millennials Monitor di Nomisma. In generale si arrivano a scommettere fino a 20 euro a settimana alle macchinette o in altro modo: i preferiti rimangono il Gratta & Vinci e le scommesse sportive.

Il numero dei giocatori è amplificato, in Italia, dalla presenza di una slot machine ogni 143 abitanti.

Nell’ambito della campagna Solo se puoi, è offerto un servizio gratuito di HELP LINE– che prevede sia una risposta telefonica sia una risposta a mezzo mail – rivolto a persone con dipendenza patologica da gioco d’azzardo (chiamate comunemente ludopatiche). Puoi chiamare il numero 06 36095959 nei giorni di apertura del servizio.

HELP LINE AZZARDO

Il Gioco d’Azzardo Patologico nei LEA

Il DSM V, ovvero l’ultima edizione del Manuale Diagnostico Statistico dell’Associazione Psichiatrica Americana (APA), strumento di riferimento internazionale per la definizione dei criteri diagnostici, inserisce il “gambling disorder”, ossia il disturbo da gioco d’azzardo, nel capitolo più ampio dei disturbi correlati all’uso di sostanze o altre forme di dipendenza, collocandolo nella sottocategoria di “dipendenza sine substantia”, non correlata cioè all’uso e abuso di determinate sostanze, legali o illegali. Tali aspetti di ordine sanitario sono stati considerati anche nel recente testo del DPCM sui LEA, che all’ Art. 28 “Assistenza sociosanitaria alle persone con dipendenze patologiche” precisa:

1. Nell’ambito dell’assistenza territoriale, domiciliare e territoriale ad accesso diretto, il Servizio sanitario nazionale garantisce alle persone con dipendenze patologiche, inclusa la dipendenza da gioco d’azzardo […] la presa in carico multidisciplinare e lo svolgimento di un programma terapeutico individualizzato che include le prestazioni mediche specialistiche, diagnostiche e terapeutiche, psicologiche e psicoterapeutiche, e riabilitative necessarie e appropriate nei seguenti ambiti di attività”.

gioco d'azzardo

Il Gioco d’Azzardo Patologico nei LEA

Il DSM V, ovvero l’ultima edizione del Manuale Diagnostico Statistico dell’Associazione Psichiatrica Americana (APA), strumento di riferimento internazionale per la definizione dei criteri diagnostici, inserisce il “gambling disorder”, ossia il disturbo da gioco d’azzardo, nel capitolo più ampio dei disturbi correlati all’uso di sostanze o altre forme di dipendenza, collocandolo nella sottocategoria di “dipendenza sine substantia”, non correlata cioè all’uso e abuso di determinate sostanze, legali o illegali. Tali aspetti di ordine sanitario sono stati considerati anche nel recente testo del DPCM sui LEA, che all’ Art. 28 “Assistenza sociosanitaria alle persone con dipendenze patologiche” precisa:

1. Nell’ambito dell’assistenza territoriale, domiciliare e territoriale ad accesso diretto, il Servizio sanitario nazionale garantisce alle persone con dipendenze patologiche, inclusa la dipendenza da gioco d’azzardo […] la presa in carico multidisciplinare e lo svolgimento di un programma terapeutico individualizzato che include le prestazioni mediche specialistiche, diagnostiche e terapeutiche, psicologiche e psicoterapeutiche, e riabilitative necessarie e appropriate nei seguenti ambiti di attività”.

gioco d'azzardo

La legge

La legge italiana, formalmente, vieta il gioco d’azzardo negli articoli dal 718 al 723 del Codice Penale ed elenca, all’art. 110 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza, i giochi qualificati come illegali perché mettono in palio del denaro ottenibile per pura sorte.

Non esiste una normativa comunitaria specifica sul gioco d’azzardo. Il Parlamento europeo ha però approvato nel 2013 una risoluzione nella quale si afferma la legittimità degli interventi degli Stati membri a protezione dei giocatori. È necessario contrastare i possibili effetti negativi per la salute e a livello sociale, anche attraverso campagne di monitoraggio del fenomeno e di sensibilizzazione dei cittadini, oltre a svolgere un’azione di lotta alla criminalità.

Nel 2014 la Commissione Europea è di nuovo intervenuta sul tema con una raccomandazione sul gioco d’azzardo on line, con cui ha stabilito i principi che gli Stati membri sono invitati a osservare al fine di tutelare i consumatori, con particolare attenzione ai minori e ai soggetti più deboli. Si sottolinea la necessità di fornire informazioni ai giocatori circa i rischi cui vanno incontro, di realizzare una pubblicità responsabile, di vietare ai minori l’accesso al gioco d’azzardo on line, di creare un conto di gioco per determinare l’identità e, soprattutto, l’età del consumatore, con fissazione di un limite di spesa e messaggi periodici su vincite e perdite realizzate; e, ancora, di prevedere linee telefoniche per fornire assistenza ai giocatori, un’attività formativa anche per i dipendenti delle case da gioco e campagne di informazione sui rischi legati al gioco d’azzardo.

La legge

La legge italiana, formalmente, vieta il gioco d’azzardo negli articoli dal 718 al 723 del Codice Penale ed elenca, all’art. 110 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza, i giochi qualificati come illegali perché mettono in palio del denaro ottenibile per pura sorte.

Non esiste una normativa comunitaria specifica sul gioco d’azzardo. Il Parlamento europeo ha però approvato nel 2013 una risoluzione nella quale si afferma la legittimità degli interventi degli Stati membri a protezione dei giocatori. È necessario contrastare i possibili effetti negativi per la salute e a livello sociale, anche attraverso campagne di monitoraggio del fenomeno e di sensibilizzazione dei cittadini, oltre a svolgere un’azione di lotta alla criminalità.

Nel 2014 la Commissione Europea è di nuovo intervenuta sul tema con una raccomandazione sul gioco d’azzardo on line, con cui ha stabilito i principi che gli Stati membri sono invitati a osservare al fine di tutelare i consumatori, con particolare attenzione ai minori e ai soggetti più deboli. Si sottolinea la necessità di fornire informazioni ai giocatori circa i rischi cui vanno incontro, di realizzare una pubblicità responsabile, di vietare ai minori l’accesso al gioco d’azzardo on line, di creare un conto di gioco per determinare l’identità e, soprattutto, l’età del consumatore, con fissazione di un limite di spesa e messaggi periodici su vincite e perdite realizzate; e, ancora, di prevedere linee telefoniche per fornire assistenza ai giocatori, un’attività formativa anche per i dipendenti delle case da gioco e campagne di informazione sui rischi legati al gioco d’azzardo.

Perché destinare l’8xmille alla Chiesa Cristiana Avventista del 7° Giorno?

Perché utilizziamo l’8xmille solo per progetti sociali ed assistenziali, progetti realizzati in Italia e all’estero, e non per finalità di religione o di culto. Basta una firma, in sede di dichiarazione dei redditi, nella casella UNIONE CHIESE CRISTIANE AVVENTISTE DEL 7° GIORNO.