Il Governo promette regole sul gioco grazie al contributo della società civile

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Proponiamo l’intervista di Vita.it al sottosegretario all’economia Pier Paolo Baretta sulla regolamentazione del gioco. La strategia bottom-up promossa dalle reti della società civile sta mettendo alle strette il Governo.

«In tre anni, punto a dimezzare i punti gioco. Passeremo dagli attuali 96 mila a circa 40-45mila…».

In un’intervista a tutto campo sul tema slot&co Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’economia, con delega ai giochi, a Vita.it fa il punto della situazione in tema di regolamentazione del gioco in Italia. Sottolinea in particolare la strategia bottom-up dal basso verso l’alto, promossa dalle reti della società civile che ha immediatamente attirato l’attenzione degli enti locali e con la quale, oggi, anche le istituzioni centrali si trovano a confrontarsi.

«La società civile ha cambiato i termini del problema, ha fatto capire che intervenire sull’offerta è fondamentale, per limitare i danni che colpiscono, prima di tutto, il legame sociale».

Sempre su Vita.it, a febbraio, Baretta ha accolto la richiesta di pubblicare la bozza/documento di lavoro sulla quale il Governo ha chiesto un accordo con gli enti locali.

Baretta giudica la proposta «molto importante proprio perché tocca un settore così delicato come quello del gioco, che coinvolge molti interessi economici, ma soprattutto moltissime e davvero cruciali esigenze di carattere sociale. Il metodo qui è sostanza. Credo pertanto possa essere davvero utile che diventi un metodo di lavoro presente e futuro, soprattutto sulle materie socialmente sensibili».

Ecco un estratto dell’intervista che potete leggere per intero qui.

  • Distanze, orari, punti gioco: a che punto siamo?

Molte retoriche di “contrasto” insistevano sulla domanda – “responsabilizzare” i giocatori, fare prevenzione senza tra l’altro mai misurarne l’efficacia, etc. – mentre sappiamo che in queste forme di mercato il controllo drastico dell’offerta è determinante.

Ci siamo infatti mossi, partendo proprio da questa considerazione e dall’idea che, il punto più critico dell’intero sistema fossero le slot machine, anche perché sono le più diffuse sul territorio italiano, quasi quattrocentomila. Strada facendo, però, ci siamo accorti che bisognava non solo ridurre il numero delle macchinette presenti nei vari locali o punti di gioco, ma anche regolamentare quegli stessi punti di gioco.

  • Quanti sono, attualmente, questi punti gioco?

Sono 96.000 quelli abilitati a tenere delle slot. Francamente, è un numero esorbitante.

  • A che conclusioni è giunto il Governo?

La prima: abolire da subito la presenza di slot machine in alcuni punti pubblici come le spiagge, gli alberghi e altri punti che ho chiamato “generalisti secondari”…

  • E quanti punti gioco conta di ridurre così?

Immediatamente, appena entrerà in vigore il provvedimento prevedo 8.000 punti in meno.

  • Che cosa pensa di ottenere con questo intervento?

In tre anni, punto a dimezzare i punti gioco. Passeremo dagli attuali 96.000 a circa 40-45mila…

  • Gli enti locali come hanno preso questa proposta?

Positivamente. Resta però il nodo di come si possa conciliare questa proposta con la collocazione fisica di questi luoghi e, di conseguenza, il tema delle distanze da altri luoghi definiti sensibili.

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