Gratta e Vinci e 10eLotto la scampano su slot machine e videolottery

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Il Tar della Lombardia ha respinto i ricorsi dei concessionari contro il regolamento del sindaco di Bergamo Giorgio Gori. Ha accolto invece quello dei tabaccai su Gratta e Vinci e 10eLotto.

Lo abbiamo già scritto. Bergamo è la città capofila in Italia nella guerra alla ludopatia. Nel maggio scorso, infatti, con un provvedimento senza precedenti, la giunta comunale aveva introdotto fasce orarie «no azzardo».

Il regolamento anti-ludopatia del sindaco Giorgio Gori ha spento slot e videopoker, e per la prima volta ha bloccato anche le puntate su eventi sportivi e la vendita di biglietti delle lotterie istantanee dal tabaccaio. In città il gioco è dunque vietato al mattino (dalle 7.30 alle 9.30), durante la pausa pranzo (dalle 12 alle 14) e all’ora di cena (tra le 19 e le 21).

L’obiettivo era quello di salvaguardare «la salute pubblica, il risparmio familiare, la serenità domestica, l’integrità del tempo di lavoro, la sicurezza e il decoro urbani». Si è chiuso un occhio invece per il bingo, il lotto e il totocalcio, «caratterizzati da modalità e tempistiche che esulano dal gioco compulsivo».

La Federazione Italiana Tabaccai, Lottomatica SPA, Lotterie nazionali SRL e Lotto Italia SRL avevano impugnato il provvedimento. L’8 marzo è arrivata la sentenza del Tar di Brescia che respinge i ricorsi presentati dalle concessionarie e accoglie quello dei rivenditori di sigarette.

Secondo i giudici amministrativi, infatti, il Gratta&Vinci e il 10eLotto non sono «accomunabili» ad altri giochi d’azzardo legali, come le slot machine e le videolottery, che sono più «insidiosi» e, allo stesso modo, sono «ben diverse» le «condizioni ambientali che caratterizzano sale giochi e tabaccherie/ricevitorie»Quindi il Tar stabilisce «la carenza di potestà regolamentare del Comune in ordine all’orario di esercizio di giochi gestiti in forza di una concessione ministeriale, in regime di monopolio, quali il 10&Lotto e i cosiddetti Gratta&Vinci».

Rispetto alla raccolta di giocate, scrivono ancora i giudici amministrativi, con riferimento a tali giochi «il regime applicabile sarebbe, dunque quello proprio del Lotto e quindi, indirettamente, della vendita di tabacchi: tutte attività esercitate da soggetti individuati come titolari dei requisiti per essere concessionari delle attività suddette, esercitate in regime di Monopolio da parte dello Stato».

La Giunta comunale ha dunque approvato un nuovo regolamento per il contrasto della ludopatia, identico al precedente salvo che per l’esclusione di Gratta&Vinci e 10eLotto.

«Ma io credo che ci siano buone ragioni per continuare a limitare gli orari anche per quest’ultima tipologia di gioco, faremo ricorso in Consiglio di Stato», rilancia Gori.

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