In Europa ci sono più giocatori d’azzardo che “non-giocatori”

Lo rivela uno studio pubblicato sul numero di Prisma. Economia società lavoro: L’impatto del gioco d’azzardo edito da Franco Angeli. In Europa la maggior parte degli individui a un certo punto della loro vita hanno giocato d’azzardo

Ci sono più giocatori d’azzardo che “non-giocatori”. Nonostante l’Unione Europea, in particolare per quanto riguarda il mercato interno, si sia dotata di leggi standardizzate per tutti gli Stati membri in più settori, per quanto riguarda il gambling, a differenza dalle altre attività economiche, è regolamentato generalmente a livello nazionale. Ogni Paese tratta il settore del gioco in modo peculiare, così da dare vita a diversi modelli di approccio e gestione. Il trend dell’Unione europea è quello di liberalizzare e legalizzare i mercati, così da favorire la diffusione del gambling. Questo ha favorito la dilagazione anche del GAP.

La pubblicazione di Franco Angeli “L’impatto del gioco d’azzardo in Italia” in “Prisma. Economia società lavoro” ha il merito di riportare uno studio accurato in merito alla propagazione del gioco problematico in Europa, attraverso un’analisi Paese per Paese, in base alle evidenze di gioco e alle caratteristiche demografiche. Dai risultati emerge una stima dei tassi di prevalenza del gioco problematico nell’ultimo anno che oscilla dallo 0,12% al 3,4%. Quasi tutte le ricerche nazionali hanno evidenziato che la maggior parte degli individui a un certo punto della loro vita hanno giocato d’azzardo, quindi ci sono più giocatori d’azzardo che “non-giocatori”.

Per quanto riguarda l’Italia, l’analisi ha evidenziato che i soggetti a potenziale rischio di gioco problematico sono più frequenti fra i maschi e fra i divorziati, con reddito più elevato e con almeno un genitore con problemi collegati al gioco.

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