La pericolosa normalità del gioco d’azzardo

L’azzardo in Italia rappresenta una duplice emergenza di salute pubblica e legalità. Ecco perché dall’autorevole voce dell’economista Marcello Esposito che mette in guardia su come il gioco abbia guadagnato una pericolosa immagine di normalità

Esplorare il mondo dell’adolescenza attraverso l’analisi dei dati in merito alle dipendenze, tra le quali spicca il gioco d’azzardo patologico, è uno degli ultimi lavori in cui è impegnato Marcello Esposito, docente di International Financial Markets presso l’Università Cattaneo di Castellanza, collaboratore di Vita e del Movimento NoSlot. Quest’ultimo lavoro che unisce economia e studi comportamentali lo sta portando avanti con Fondazione Exodus e Semi di Melo di cui ci ha parlato Simone Feder in due belle interviste che trovate qui: http://solosepuoi.ottopermilleavventisti.it/simone-feder-la-forza-dirompente-dei-giovani-1-parte/ e qui http://solosepuoi.ottopermilleavventisti.it/simone-feder-la-terapia-dellincontro-2-parte/

Quale è il quadro che emerge dai suoi studi sul fenomeno azzardo?
È un quadro preoccupante, soprattutto perché sempre più si entra in contatto con l’azzardo in età precoce, anche attraverso pratiche apparentemente innocenti, come l’acquisto del Gratta & Vinci insieme alla nonna o l’introduzione al mondo del gioco online, magari su invito degli amici. L’elemento più pericoloso è proprio l’innocenza e l’ingenuità dei comportamenti a rischio che non vengono percepiti come dannosi, ma integrati nella quotidianità. L’azzardo ha guadagnato un’immagine di normalità.

Che differenza c’è con 20 anni fa?
L’offerta era molto più ridotta e controllata sia nel tempo sia nello spazio. Si giocava la schedina, ma solo la domenica, e c’era la lotteria nazionale, ma a Capodanno, non 24 ore su 24 come oggi. Si pensi, per esempio, ai casinò: in numero limitato e lontani dai centri nevralgici del Paese, posti ai confini, appunto. Se uno voleva giocare ci doveva andare, oggi invece anche se uno non ha idea di giocare può capitarci dentro quasi senza accorgersene. Esemplare il fatto che i bar, ossia i luoghi per eccellenza della socialità nel nostro Paese, offrano ogni giorno la possibilità di molteplici giochi, camuffati dalla dicitura “legali”.

Dal 2003 invece liberi tutti, quando con la legislazione l’azzardo viene definitivamente conclamato leva fiscale…
… anche se nel Codice Civile l’azzardo viene considerato illegale, mentre quello gestito dall’Aams è legale. Siamo all’assurdo. Infatti i numeri sull’azzardo svelano tutta l’illegalità del fenomeno.

Come?
Dei 102 miliardi stimati di spesa di consumo di azzardo nel 2017 non ci sono solo i soldi dei giocatori patologici, ma anche quelli derivanti dal riciclaggio di denaro. Sempre più dunque in Italia l’azzardo si configura come un problema sia di salute pubblica che di legalità.

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