L’indagine del commissario antiracket e antiusura. Il Lazio come cartina tornasole dell’Italia.

antiracket e antiusura

Il recente studio del commissario antiracket e antiusura Santi Giuffrè ha indagato la relazione tra gioco d’azzardo patologico e l’usura. Ecco i risultati allarmanti.

Un’indagine svolta nell’ambito delle attività del commissario antiracket e antiusura Santi Giuffrè, ha di recente indagato il rapporto tra gioco d’azzardo patologico e usura. Lo studio ha analizzato il fenomeno in due regioni del Centro e del Sud, Campania e Lazio, in relazione alla situazione di disagio e svantaggio economico, all’incidenza della disoccupazione e sottooccupazione, nonché all’infiltrazione criminale nel tessuto sociale.

Dall’indagine condotta è emerso come il Lazio, per collocazione geografica, popolazione e fasce occupazionali, rispecchia la realtà media del Paese.

In Italia la stima dei giocatori d’azzardo problematici varia dall’1,3% al 3,8% della popolazione generale, mentre la stima dei giocatori d’azzardo patologici varia dallo 0,5% al 2,2% (Ministero della Salute, 2012). In questo panorama si inserisce un’ulteriore stima fornita dalla Regione Lazio. I costi sanitari diretti da ludopatie ammonti a circa 85 milioni l’anno. Il giocatore patologico, infatti, soffre di depressione, paura, angoscia, con un elevato rischio suicidario e anche di malattie psicosomatiche. È stata inoltre riscontrata in alcuni giocatori una vera e propria sindrome di astinenza con sintomi quali dolori addominali, tremori, mal di testa, sin peptica, sudori freddi. Ai costi diretti si aggiungono i costi indiretti, stimati intorno ai 5 miliardi di euro a causa del crollo della capacità lavorativa.

Esistono, dunque, indicatori in grado di consentire un intervento preventivo o di verifica?

La linea di confine è individuata nel momento in cui il soggetto inizia a perpetrare, per procurarsi denaro, piccoli furti. Fino al momento in cui ricorre a prestiti illegali. La dissipazione del patrimonio, il ricorso a piccoli prestiti da parte di familiari, il ritardato o l’omesso pagamento dei debiti e delle spese, fino alla vendita dei beni personali e degli immobili di proprietà. Sono i momenti prodromici alla caduta nel baratro, il cui elemento distintivo si concretizza nel ricorso a piccoli atti illegali contro la proprietà.

In Lazio, su 941 soggetti esaminati dall’indagine, 907 sono giocatori con problemi economici (96,38%), 37 (3,93%) sono giocatori senza problemi economici, 203 sono invece i giocatori a rischio usura (21,37%) e di questi 18 (1,91%) sono i giocatori usurati.

In Campania, su 662 soggetti a rischio esaminati, 622 hanno problemi economici (97,06%), 20 (2,94%) non hanno problemi, 133 (19,5%) sono a rischio usura e 12 (1,75%) sono i giocatori sotto usura.

La maggioranza relativa è nel segmento 26/45 anni (40,42%) e in quello 46/65 anni (39,79%). Minore incidenza del problema è riferibile ai soggetti tra i 19 e i 25 anni (10,16%), oltre i 65 anni (8,36%) e tra i 14 e i 18 anni (1,27%). Riguardo all’istruzione, i titolari di licenza media inferiore costituiscono la maggioranza (46,33%). Seguiti da quelli con diploma di scuola media superiore (39,74%), mentre il 7,86% è in possesso di licenza elementare e solamente il 6,06% risulta laureato.

Nell’analisi del campione, solo il 3,36% afferma di non aver mai avuto problemi finanziari conseguenti al gioco d’azzardo. Il 43,60% del campione riferisce omessi e ritardati pagamenti, il 40,53% ha fatto ricorso a prestiti in famiglia mentre il 34,29% ha fatto ricorso a prestiti legali.

Il dato relativo ai piccoli furti è pari al 9,84% e quello riferito al ricorso al prestito illegale costituisce il 9,10% del campione.

In sintesi, il 10% dei soggetti a rischio finisce, poi, per essere vittima dell’usura.

Di particolare importanza per la ricerca è il dato relativo alle professioni dei soggetti usurati, laddove il 17,64% è riconducibile ad imprenditori e commercianti ed altri, a fronte del 41,18% di dipendenti, al 23,53% di disoccupati e al 17,65% di liberi professionisti.

Il dato assoluto di imprenditori (facendo rientrare in tale definizione anche i commercianti e i liberi professionisti) vittime di usura, sul dato statistico nazionale dei giocatori d’azzardo, è del 0,25% su 2.000.000 di giocatori potenzialmente a rischio, pari a 5.000 commercianti a rischio in Italia.

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