Ludopatia e usura: vera e propria emergenza sociale

emergenza sociale

Esiste un rapporto molto stretto tra ludopatia e usura. Lo dicono i numeri. E pure gli Enti locali che alzano la voce per trovare una soluzione a quella che, a tutti gli effetti, è una emergenza sociale.

Il legame tra chi è affetto da gioco d’azzardo patologico (GAP), ossia da ludopatia, e la propensione all’indebitamento è così forte, che il passo per cadere nella trappola dell’usura è facilmente intuibile. Si tratta di una vera e propria emergenza sociale. Il giocatore patologico usa soldi che non può permettersi di spendere, generando sovraindebitamenti, pignoramenti e mettendo in difficoltà i propri familiari.

Ogni giorno la stampa locale da Bari ad Alessandria, da Rimini a Verona riporta casi di disagio sociale dovuti al gioco d’azzardo e all’indebitamento. Annuncia l’arresto di qualche usuraio, piuttosto che adescatore di anziani. Proclama a gran voce l’intervento di Comuni, Regioni e Stato. Si attiva con incontri di informazione. Insomma, il territorio italiano da Nord a Sud è sensibile al tema, poiché ne è colpito. Più di quanto, in verità, la cronaca racconti. I media generalmente stanno al margine del problema. La grande vincita da prima pagina rimane più notiziabile rispetto ai quotidiani drammi di anonimi giocatori.

Il territorio si attiva. E vuole risposte.

Per questo anche Solo Se Puoi si attiva con un tour. Raccoglie testimonianze, racconta una realtà fino ad oggi troppo in ombra e soprattutto porta aiuto. Concreto. Anche perché l’emergenza è reale.

Secondo i dati Istat dal 2014 al 2016, infatti, la disoccupazione nel Sud Italia, oscilla tra il 21,9 e il 20,3% con picchi del 24,6% per le donne. L’indice di povertà è invece del 23, 6% (dati Istat al 2014), con 9.531.535 persone a rischio povertà ed esclusione sociale.

Dati non poco distanti da quelli delle regioni del Centro, con numeri che oscillano tra il 10,5 ed il 9,7% e picchi del 12% per le donne nel biennio 2014- 2016. Dove l’indice di povertà è del 8,4% (al 2014), con 2.659-467 a rischio povertà ed esclusione sociale. Mentre la media nazionale di disoccupazione oscilla tra il 13,5 ed il 12,1% (Istat 2014-2016).

Nonostante ciò, l’Italia è il terzo Paese nel mondo per volume di gioco d’azzardo e il primo per spesa pro capite. Il giro d’affari prodotto nel nostro paese è da brividi: nel 2016 gli italiani hanno speso nel settore 95 miliardi di euro. Una cifra record che, per lo più, proviene da slot machine, videolotteries, new slot, video lottery terminals. Tutti strumenti che nel corso degli anni sono aumentati in misura esponenziale.

Ma perché, in tempo di crisi economica e di contrazione dei consumi delle famiglie, si registra un forte aumento delle spese per il gioco d’azzardo?

La sovrabbondanza dell’offerta è una prima risposta. Uno dei nodi su cui si attende risposta dalla Proposta di legge della Consulta Stato-Regioni. E di cui monitoriamo l’evolversi normativo.

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