Nazareno Biondo lo scultore che ci sorprenderà a Paratissima

Uno degli artisti che ha risposto alla call di Ludocrazy racconta lo scarto che l’azzardo ha portato nella nostra società

Nazareno Biondo studia all’Accademia di belle Arti di Torino. Conseguito il Diploma Accademico alla Scuola di Scultura, ha aperto il suo studio alle porte di Torino, precisamente nelle Valli di Lanzo, dove ha potuto continuare la sua storia d’amore iniziata in Accademia. Fu, infatti, un colpo di fulmine quello di Nazareno per il marmo. Il materiale nobile per eccellenza. Nazareno Biondo, scultore, è uno degli artisti che ha risposto con entusiasmo alla call di Paratissima per Ludocrazy:

«Sto pensando a una città di fishes… Il tema sociale mi è connaturato. Di recente, ho esposto un’opera contro la guerra, rappresentata da un carro-armato, realizzato con i copertoni, che spara pillole d’amore in marmo».

Mix di materiali, anche se il preferito rimane il marmo: è considerato uno dei materiali nobili per la scultura, e in Nazareno diventa riflessione sul tempo, sul concetto di abbandono ed utilizzo.

Con il marmo riproduco oggetti di uso quotidiano nel momento in cui finiscono il loro ciclo e vengono scartati: lattine accartocciate, mozziconi di sigaretta…

Qual è il tuo progetto più ambizioso?

La riproduzione di una vecchia carcassa di Fiat 500 a grandezza naturale. Esaltazione nostalgica di una bellezza che appare in tutta la sua magnifica popolare decadenza, rappresenta una generazione che ha già vissuto il proprio tempo

Rendi eterni i rifiuti. Perché?

Rappresento attraverso il marmo gli oggetti scartati come incarnazione di stati d’animo legati ai disagi che tutti viviamo. E che spesso hanno precise connotazioni sociali. Anche per questo il progetto Ludocrazy mi “ispira”. Quello che desidero e che mi muove è sensibilizzare, suscitando una sorpresa in chi guarda le mie opere. Creo sempre qualcosa di inaspettato. Ho realizzato una valigetta contenente polvere di marmo; questa polvere, bianca, viene scambiata da chiunque per sostanza illecita, mentre non è altro che materiale ricavato dalla lavorazione dell’interno della 24 ore, come fosse l’anima della scultura. Quest’opera, dal titolo Consumer Society, fa parte di una installazione scultorea. Oltre che molto provocatoria è carica di concetti. Nel mio caso il lavoro, inteso come energia consumata, risiede nella polvere e nei pezzi di scarto. Quando finisco una scultura paradossalmente quello che rimane è la rappresentazione di un rifiuto di grande dimensioni in marmo, che non toccherò più; mentre tutto quello che ho lavorato viene buttato via. In Consumer Society si possono trovare polvere e blocchetti di scarto modellati ed incisi come fossero banconote e lingotti, passando cosi da “rifiuti” di un blocco più grande a massima rappresentazione di valore economico. Questa scultura nasce come uno sguardo critico verso l’odierna società dei consumi che non progetta nulla a lungo termine.

Hai avuto un maestro di questa vocazione artistica così particolare?

Giovanni Nepote. Un artista solitario che mi ha passato geneticamente il suo dono, un visionario che ha trasformato la sua baita in montagna in una sorta di Park Guell con creazioni in mosaico colorate e bellissime conchiglie. Inoltre, come molti della sua generazione, mi ha insegnato a valorizzare i rifiuti. Non si buttava via niente, dall’umido che trasformava in concime per l’orto ai barattoli di vetro che tornavano sempre utili. Con il nonno, ho passato molto tempo durante la mia infanzia immerso nella natura e penso che questo abbia segnato il mio modo di vedere il mondo.

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