Per 20 anni azzardopatico. Oggi Claudio aiuta i suoi ex compagni di gioco a non farsi vincere dall’azzardo

«Cosa mi ha spinto ad occuparmi di GAP? Il fatto che sia una malattia gravissima, molto diffusa. Lo so bene perché ne sono stato colpito in prima persona».

Claudio Cardinali oggi è il vice-presidente dell’Associazione Italiana Azzardopatici e Famiglie. Ed è stato un azzardopatico per oltre 20 anni. Il progetto Nont’azzardare nasce proprio da ex azzardopatici «e vuole far conoscere tutti gli aspetti del fenomeno per rendere sensibili e consapevoli le persone senza preconcetti. Molti, infatti, pensano che il gioco d’azzardo sia un vizio. Niente di più sbagliato! Affrontare questa dipendenza, non conoscendo i meccanismi che la attivano, ha come risultato soltanto il peggioramento della situazione».

  • Ci può raccontare la sua esperienza?

Tutto è cominciato in una sala scommesse. Ero intenzionato a giocare la Tris, ma sbagliai il giorno. È così le 10.000 lire che avevo in mano le puntai su una accoppiata. Cioè due cavalli nella stessa corsa che arrivano primo e secondo senza un necessario ordine. A quel tempo, assieme ai miei colleghi, ero solito puntare 2/3.000 lire a settimana per la Tris. Quel giorno vinsi 575.000 lire. Fu l’anticamera del vortice che sconvolse la mia vita. Per fortuna chi mi voleva bene mi è stato accanto e mi ha aiutato ad uscirne. E oggi voglio essere d’aiuto agli altri. Siamo però ancora in pochi a combattere questa piaga.

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