La politica dell’azzardo. Dalla disintossicazione del bilancio dello Stato alle incoerenze della Proposta di legge.

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Il Ministro Enrico Costa auspica una riduzione dell’offerta di gioco e una disintossicazione del bilancio dello Stato. Ma il governatore della Puglia replica, puntando il dito sulle incoerenze della Proposta di legge.

C’è agitazione in merito al testo per il riordino del gioco d’azzardo, che vede contrapporsi la Proposta del Governo e i desideri delle associazioni noslots, delle Regioni e degli Enti locali. Significativa è la dichiarazione di Enrico Costa, ministro per gli Affari Regionali, con delega alla Famiglia, a margine della Consulta Stato-Regioni:

«In tema di giochi io ho sempre detto che è necessario ridurre l’offerta, e questo è quello che sta facendo il governo con il sottosegretario Baretta e spero che si arrivi rapidamente a un’intesa con gli enti locali.
Ma noi parallelamente dobbiamo procedere a disintossicare il bilancio dello Stato dalle entrate derivanti dai giochi.
Se non si fa questo si rischia di cadere in una sorta di conflitto di interessi da parte dello Stato, che da una parte dovrebbe ridurre l’offerta, perché ci sono dei costi sociali che ne derivano, dall’altra perché si dice che una riduzione dell’offerta compromette i conti».

Punta i piedi, invece, il governatore della Puglia, Michele Emiliano:

«Lo Stato, in modo drammatico, decide di guadagnare dei soldi sul gioco d’azzardo; più si va avanti più il bilancio dello Stato dipenderà dal gioco d’azzardo, con tutte le conseguenze negative che ne derivano. Per quel che posso constatare, il gioco d’azzardo si associa spesso a condizioni sociali drammaticamente degradate. Il giocatore medio non sa tutelarsi… La legge è un’occasione irripetibile per lanciare questo messaggio: ferma restando la possibilità di giocare, bisogna avvisare tutti che si tratta di un’attività pericolosa. Introducendo, se si cade in una ludopatia, la tessera sanitaria che non deve consentire l’accesso per giocare».

La Proposta non tiene completamente conto, infatti, delle richieste di riduzione dell’offerta di azzardo sollevate dalle associazioni antislot. Si limita, come già previsto dalla Legge di Stabilità, a portare il numero delle macchinette a 264.000, con una riduzione del 30%. Ma il gioco non passa solo attraverso le macchinette. Per di più i locali con certificazione di classe A (ossia quelli che dedicano alle newslot – Awp, Amusement with price, divertimento con premio – una sala apposita) saranno sottratti ad ogni vincolo di distanza minima dai luoghi sensibili stabiliti dai sindaci. Un cane che si morde la coda!

Da ultimo il testo non affronta il tema della pubblicità.

Infine, per quanto riguarda la ludopatia, che colpisce non solo chi gioca con le newslot e le Vlt, ma anche con gratta e vinci, scommesse sportive e l’azzardo on line, la Proposta del Governo sorvola con leggerezza.

One Comment on “La politica dell’azzardo. Dalla disintossicazione del bilancio dello Stato alle incoerenze della Proposta di legge.”

  1. Ciao, questo è un commento.
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