Povertà e gioco d’azzardo. Due facce della stessa medaglia

poverta e gioco d'azzardo

Lo stato di povertà generalizzato in Italia dipende in buona parte dal gioco d’azzardo in tutte le sue forme. E a farne le spese sono anzitutto le nuove generazioni.

Dal Rapporto Italia 2017 dell’Eurispes, Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali, risulta che in tema di povertà:

  • 1 italiano su 4 si sente povero;
  • il 77,2% degli italiani conosce persone che non arrivano a fine mese;
  • 1 giovane su 10 è costretto a tornare a vivere con i genitori;
  • il 48,2% delle famiglie non ha i mezzi per far studiare i propri figli;
  • la metà degli italiani non riesce a pagare le spese mediche.

A pagarne le spese sono anzitutto le nuove generazioni. Fra i maggiori giocatori d’azzardo on line.

Basti pensare che nella Regione definita “la locomotiva del Paese”, ossia la Lombardia, il 60% dei giovani delle scuole superiori ha già provato a giocare e il 15,5% di essi lo fa almeno una volta alla settimana. Il fenomeno, inoltre, coinvolge 1 studente su 3 già fin dalle scuole medie.

La causa principale di questo allarmante stato di povertà, così ampiamente diffuso, è la perdita del lavoro (76,7%). A seguire, accanto alla separazione o al divorzio, alla perdita o alla malattia di un familiare, troviamo anche la dipendenza da gioco (38,7%).

Secondo i dati Istat dal 2014 al 2016, la disoccupazione nel Sud Italia, oscilla tra il 21,9 e il 20,3% con picchi del 24,6% per le donne. L’indice di povertà è invece del 23, 6% (dati Istat al 2014), con 9.531.535 persone a rischio povertà ed esclusione sociale. Dati non poco distanti da quelli delle regioni del Centro, con numeri che oscillano tra il 10,5 ed il 9,7% e picchi del 12% per le donne nel biennio 2014- 2016. Dove l’indice di povertà è del 8,4% (al 2014), con 2.659-467 a rischio povertà ed esclusione sociale. Mentre la media nazionale di disoccupazione oscilla tra il 13,5 ed il 12,1% (Istat 2014-2016).

Nonostante ciò, l’Italia è il terzo Paese nel mondo per volume di gioco d’azzardo e il primo per spesa pro capite. Non si può più far finta di niente!

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