Seguire la magia di un cambiamento e cadere nella dipendenza patologica

dipendenza patologica

Il gioco d’azzardo patologico (GAP) è un problema molto diffuso di cui hanno immediata coscienza i professionisti che operano in prima linea sul territorio, come Edoardo Polidori, Direttore del Servizio Dipendenze Patologiche di Forlì, AUSL Romagna

Il gioco d’azzardo patologico (GAP) è un problema molto diffuso di cui hanno immediata coscienza i professionisti che operano in prima linea sul territorio. Come Edoardo Polidori, Direttore del Servizio Dipendenze Patologiche di Forlì, USL Romagna, che conferma quanto «la diffusione della dipendenza patologica da gioco d’azzardo è crescente e rappresenta un problema non solo sanitario, ma anche sociale. Se è un dato che le persone fragili ed esposte a situazioni di rischio siano più facilmente prede dalle dipendenze patologiche, tuttavia non si può chiudere gli occhi di fronte al fatto che il gioco stia diventando sempre più invasivo all’interno della società, moltiplicando pericolosamente il suo potere attrattivo. La pubblicità, infatti, è continua e capillarmente diffusa, ed esercita una spinta costante, quotidiana, all’azzardo. Mi chiedo perché l’alcol e il tabacco abbiano una pubblicità regolamentata e l’azzardo no? Eppure c’è consapevolezza della malattia, tanto che è stata iscritta nei Lea (Livelli essenziali di assistenza)».

  • Cosa si può fare per porre rimedio alla trappola mediatica dell’azzardo?

A mio avviso è necessario anzitutto agire sulla campagna di informazione, limitando l’insistenza mediatica che spinge ad azzardare. In poche parole: regolamentare la pubblicità. L’offerta diffusa sul territorio, non solo nelle sale gioco, dove chi vi entra è perché ha fatto una scelta a monte, ma anche nei bar, espone continuamente alla tentazione.

  • Cosa evidenziano le indagini svolte dal Servizio Dipendenze Patologiche di Forlì, USL della Romagna?

Dalle indagini che abbiamo svolto abbiamo riscontrato che le fasce di reddito medio-basso sono quelle più esposte, ma c’è anche chi si è giocato centinaia di migliaia di euro! Quindi tutti siamo esposti al rischio, come per l’alcol e la droga. Tutti desideriamo, infatti, la magia di un cambiamento, ma spesso poi cadiamo nella dipendenza. Sicuramente alcune personalità hanno una propensione per condotte a rischio, ma nessuno deve sentirsi estraneo al problema. Mai abbassare la guardia! In particolare va considerato che l’adolescente in quanto tale è un soggetto “naturalmente” a rischio, proprio per la propensione a superare i limiti. Ed ecco allora che durante le partite di calcio e in occasione di eventi sportivi a forte impatto mediatico i nostri ragazzi sono continuamente esposti a pubblicità sul gioco e a inviti a scommettere.

  • Come guarire dal GAP?

Evitare anzitutto di considerarlo un vizio, quindi rivolgersi a strutture deputate alla cura. Nei servizi per le dipendenze lavorano soprattutto psicologi e operatori sociali, ma spesso c’è la necessità della presenza anche di consulenti economico-finanziari, perché il fenomeno del GAP è molto spesso legato all’indebitamento. Si rende dunque necessario un percorso che sia insieme terapeutico e di reinserimento sociale, cui spesso va affiancata una cura specifica del Sistema Sanitario in casi, per esempio, di depressione. Purtroppo però nel nostro Paese mancano i fondi dedicati a servizi di questo tipo e registriamo così un impoverimento di figure e di risorse con il rischio di navigare a vista.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda al Rapporto Dipendenze Patologiche 2016 di AUSL Romagna e il report 2016 
sulla prevalenza del gioco d’azzardo nella popolazione
e sugli utenti che si rivolgono ai Servizi per le dipendenze per problematiche inerenti il gioco d’azzardo patologico svolto dal Servizio Assistenza territoriale
Area Salute mentale e dipendenze patologiche

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