Testimonianze dalle Tappe del Tour

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#Solosepuoi, uno slogan che mi è entrato nella testa e nel cuore. Così a distanza di un mese ho raccolto le prime testimonianze

Dopo appena un mese dall’inizio del tour, vorrei mettere nero su bianco le prime impressioni. Desidero poter raccontare e trasmettere a chi legge cosa significhi incontrare chi è stato toccato dalla piaga del gioco d’azzardo. Le persone si avvicinano con timore alla nostra postazione, ma una volta preso coraggio diventano dei fiumi in piena. In questo mio primo “pit-stop” scriverò delle testimonianze di Maria, Giovanni e Luca (ndr nomi inventati per questioni di privacy).

La prima storia riguarda Maria, una donna sulla cinquantina, straniera, che ha voluto condividere con me un pezzetto della sua triste vicenda. Sposata con due figli, si è ritrovata ad un certo punto sola. Il marito (ora ex) iniziava a non tornare a casa dopo il lavoro, scegliendo di fermarsi in una sala giochi. Quest’uomo è stato totalmente soggiogato dal vizio, tanto da non poterne più fare a meno. A nulla sono valsi i tentativi della moglie e dei figli di scoraggiarlo. Ogni volta che tornava a casa si pentiva, ma la sera successiva era di nuovo là a giocare.

Negli anni in cui sono stati sposati, il marito di Maria non solo si è giocato tutti i loro risparmi, ma anche i soldi ricavati dalla vendita della macchina di famiglia. Ben 7.000 euro! Ora Maria riesce a parlare abbastanza serenamente di quel brutto periodo, ma grande è la sofferenza che traspare dai suoi occhi.

La seconda storia invece vede come protagonista Giovanni. Quest’uomo non ha problemi con il gioco e non ha parenti che ne hanno. Suo fratello possiede due sale giochi in due diverse località della costa adriatica. Dalla nostra chiacchierata sono emersi due dati che mi hanno fatto riflettere e che ho ritenuto giusto annotare:

  1. il primo è che chi gestisce queste sale non lascerà facilmente la presa, in quanto sono fonte di bei guadagni;
  2. il secondo è che, stando a quanto racconta il fratello di Giovanni, durante la mattina le sale giochi sono frequentate prevalentemente da casalinghe! Donne che, una volta lasciati i figli a scuola, trascorrono ore davanti alle slot-machine.

Quest’ultima scoperta mi ha davvero sconcertata! Mai avrei creduto che una mamma potesse anteporre il gioco alla serenità dei suoi figli.

L’ultima testimonianza, quella di Luca, è molto simile alla prima. Luca ha un cognato al quale il gioco d’azzardo ha causato molti problemi. Sposato con una giocatrice patologica, si è visto costretto a vendere casa per pagare i debiti di gioco della moglie. Ora quest’uomo, non ha più una casa né una famiglia, ma ha ancora molti anni di mutuo da pagare!

Sembra incredibile, ma è tutto vero! Le cifre di cui stiamo parlando sono da capogiro: centinaia di migliaia di euro gettati al vento. Per non parlare delle vite di queste persone completamente rovinate.

Siamo solo alle prime tappe, man mano che il tour approderà in altre città raccoglierò nuove testimonianze con la speranza che possano servire da monito per chi legge e che, magari, qualcuno possa farne tesoro non cadendo trappola del gioco d’azzardo patologico (GAP).

Emiliana Vittorini

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