Una intera generazione messa in gioco

Qualcuno ha mai pensato ai figli dei gambling addicted? E ai figli dei gestori dei locali che subiscono il gioco passivo? Le nuove generazioni sono le prime ad essere cresciute a diretto contatto con l’azzardo industrializzato di massa

Un tema di cruciale importanza nello studio, nella cura e nella prevenzione del gioco d’azzardo problematico e patologico è quello dei figli di genitori gambling addicted. Eppure assai di rado, per non dire quasi mai, viene affrontato. Sia nella letteratura scientifica che nella informazione tout court. La dott.ssa Daniela Capitanucci, psicologa e psicoterapeuta, presidente onorario di And – Azzardo e dipendenze, ne “L’impatto del gioco d’azzardo in Italia”, in “Prisma. Economia società lavoro”, pubblicato da Franco Angeli, affronta il problema.

Il problema di minori, figli di genitori affetti da GAP, che attraversano tutti fasi simili. Accomunati tutti da “esperienza di illusione e disillusione”, di “solitudine e impossibilità di trovare spazio per i propri bisogni”. Sperimentano sentimenti di confusione e smarrimento, non riconoscono più la loro mamma o il loro papà cambiati a seguito dell’ingresso dell’azzardo nelle loro vite, di tristezza e di paura. Subiscono furti dal loro salvadanaio, rimangono con il frigorifero vuoto e possono persino necessitare di essere ricoverati per denutrizione”.

I sintomi di malessere che si sviluppano sono quindi molteplici e spesso compaiono insieme: insonnia, incubi, incapacità di concentrarsi a scuola, ansia, irritabilità. “I figli di giocatori sono dunque una fascia ad alto rischio di disagio, con risvolti anche importanti sulla salute”.

Ma non sono solo loro, i figli di giocatori problematici, a dover ricevere attenzione. Ci sono anche i minori che accompagnano i genitori nei luoghi di gioco e i figli dei gestori stessi che subiscono l’azzardo in modo passivo. La dott.ssa Capitanucci si chiede e ci chiede dunque: Come si può esercitare la propria responsabilità positiva quando si osservano minorenni esposti al “gioco d’azzardo passivo”? Si può fare finta di nulla?

Domanda cruciale che tutti ci riguarda perché: “La generazione del nuovo millennio è la prima ad essersi confrontata con l’azzardo di massa industrializzato offerto a bassa soglia di accesso e quindi di conseguenza le nuove generazioni rischiano di essere ‘messe in gioco’ dalle strategie poco lungimiranti e assolutamente non protettive nei loro confronti attuate nel nostro Paese”.

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