faq e domande frequenti

Carta di debito o bancomat:

è la carta con cui prelevi contanti dallo sportello automatico ed effettui i tuoi pagamenti. Queste operazioni vengono addebitate direttamente sul tuo c/c bancario. Il limite che puoi prelevare è fissato di contratto e dentro i limiti della tua disponibilità sul conto.

Carta di credito:

ti viene in genere offerta come servizio aggiuntivo al tuo c/c. Ti permette di prelevare contanti da sportello (operazione detta “anticipo di contanti”) o di acquistare prodotti e dilazionare il pagamento entro il mese successivo. La somma ti viene addebitata sul c/c nel giorno stabilito da contratto (tra il 5 e il 15 del mese successivo all’acquisto o al prelievo).

Carta di credito revolving:

viene emessa da una banca o istituto finanziario e permette di rateizzare il pagamento di merce acquistata o di prelievi effettuati con un costo aggiuntivo, entro un importo massimo di affidamento. I tassi applicati a questa rateizzazione sono molto alti! Se il saldo del c/c supera l’importo del fido, il cliente deve pagare anche una commissione di massimo scoperto.

Carta prepagata:

ti permette di acquistare merce per importo pari alla somma che preventivamente hai versato sulla carta. Utile per gli acquisti on line poiché puoi prevedere il tetto massimo di spesa. Spendi solo quanto hai previsto e versato!

Centrale dei rischi:

è un servizio della Banca d’Italia che serve ad informare gli intermediari finanziari, le banche, le autorità di controllo e la magistratura penale, circa lo stato di indebitamento della clientela.

Che cosa comporta la segnalazione alla centrale dei rischi?

Le situazioni debitorie generano effetti negativi come difficoltà a ottenere credito (in caso di piccoli ritardi nel pagamento delle rate) o totale negazione del credito (in caso di gravi insolvenze).

Come si cancella una segnalazione?

È possibile cancellare i dati solo tramite l’intermediario segnalante.

Credito al consumo:

Per facilitare ed incentivare le vendite sempre più spesso viene proposta la sottoscrizione di un finanziamento comunemente chiamato “credito al consumo” che permette l’acquisto di un bene (frigorifero, televisore, mobilio ecc.) senza un esborso iniziale, ma sottoscrivendo un contratto nel quale viene previsto un piano predefinito di un certo numero di rate (12/24/36/48/60) di un determinato importo da pagare fino alla restituzione di tutto l’importo del costo del bene, più gli interessi stabiliti e previsti nel contratto. È fondamentale pertanto leggere tutte le norme e clausole riportate anche in piccolo nel contratto, per conoscere fin da subito diritti e doveri sia del cliente che della società emittente, evitando di trovarsi davanti a sorprese. Le rate generalmente potranno essere pagate o tramite bollettino postale o con l’attivazione di addebito automatico sul proprio conto corrente (Rid)

CRIF:

è un sistema di informazioni creditizie che raccoglie i dati forniti direttamente dagli enti finanziatori aderenti.

Esiste solo la centrale dei rischi della Banca d’Italia?

No. Esistono anche sistemi di rilevazione rischi di tipo privato, i SIC (Sistemi di Informazioni Creditizie).

Finanziamento a fondo perduto:

Sono quelli concessi generalmente da enti pubblici o organismi sovranazionali dei quali il soggetto erogante non richiede la restituzione nè il pagamento di interessi. Solitamente vengono erogati per sostenere alcune attività imprenditoriali in settori in crisi o in via di sviluppo.

Ipotecare la casa:

Da Maggio 2015 con la legge 44/2015 può essere ottenuto un prestito dalla Banca di una percentuale del valore stimato della vostra casa dal 15 per cento al 55 per cento. La banca, a fronte di tale finanziamento, apporrà sul vostro immobile una ipoteca come forma di garanzia alla restituzione. In caso di mancata restituzione la Banca avrà il diritto di vendere l’immobile e recuperare l’importo concesso, più gli interessi. L’ipoteca sulla casa viene apposta anche in caso di erogazione di mutuo.

Mutuo:

il Mutuo è un contratto reale con il quale il mutuante consegna al mutuatario una somma di denaro che l’altra si obbliga a restituire successivamente. Generalmente viene usato per l’acquisto di beni immobiliari sui quali viene posta una ipoteca a favore del mutuante. Ci sono tantissime tipologie di mutui: a tasso fisso, a tasso variabile, misto, fisso o variabile con cup o floor, variabile o fisso per un numero di anni e poi si trasformano automaticamente in fissi o variabili ecc. La scelta fra una tipologia o l’altra dipende da vari fattori: il primo è la situazione di tassi al momento dell’erogazione e cosa si pensa possa avvenire negli anni successivi. In questo momento per esempio, salvo casi particolari, sarebbe preferibile scegliere un tasso fisso e prenderlo per una durata più lunga possibile. Viceversa, se si pensasse di prendere un mutuo oggi con l’idea comunque di estinguerlo anticipatamente magari dopo 3/4 anni sarebbe più opportuno richiederlo a tasso variabile, in quanto nel breve il tasso sarebbe più basso e pertanto migliorativo. Comunque ci sono molti siti che fanno preventivi on line. L’importante è ricordare che all’atto dell’erogazione, dall’importo richiesto sarà trattenuto un importo percentuale per l’imposta sostitutiva, il costo di istruttoria, il costo di perizia e spesso viene richiesta anche la sottoscrizione di una polizza contro incendio e scoppio, sulla vita a favore della Banca emittente. Generalmente per poter erogare il mutuo viene richiesto che il rapporto rata mensile del mutuo – reddito mensile netto non sia maggiore del 40 per cento. Per cui se la rata mensile di un mutuo fosse di euro 400 euro, i redditi mensili netti del richiedente minimo dovranno essere di 1.000 euro. Se ciò non fosse, la banca può richiedere garanzie accessorie a familiari, genitori ecc… .

Per quanto tempo gli intermediari possono consultare i dati iscritti nella centrale dei rischi?

Fino agli ultimi 36 mesi precedenti la data di consultazione.

Prestito fiduciario cambializzato:

è una tipologia di prestito personale a tasso di interesse fisso e a rata costante il cui rimborso avviene mediante pagamento mensile di cambiali comprensive degli interessi e delle spese. È un prestito definito non finalizzato per cui all’atto della richiesta non va specificato per cosa servirà e da parte di chi lo concede non viene fatta una istruttoria approfondita sul cliente poiché essendoci delle cambiali, in caso di mancato pagamento anche di una sola scadenza, la società concedente può recuperare immediatamente il credito attraverso il protesto della cambiale e il conseguente pignoramento dei beni del cliente. Compreso il TFR se dipendente. Se il cliente è un lavoratore autonomo spesso viene richiesta la sottoscrizione di una polizza vita con prestazione a favore della società che eroga il prestito. Per cui, se da una parte è molto facile ottenere il prestito, dall’altra è molto vincolante e tutelante per l’emittente. Solitamente il prestito può avere durata da 12 a 120 mesi e non supera i 60.000 euro. Ad oggi questo prestito viene erogato anche a clienti risultanti nelle liste come cattivi pagatori presso la centrale dei rischi.

Protesto:

quando non si onora un titolo di credito (cambiale, assegno bancario, circolare o postale, vaglia cambiario), ovvero non si versa al creditore quanto dovutogli, consegue il protesto, un atto pubblico con cui l’Ufficiale Giudiziario constata la mancata accettazione o il mancato pagamento del titolo di credito. (Per le cambiali a vista: il protesto si effettua entro un anno dalla data di emissione; per cambiali con data certa: il protesto va effettuato entro uno dei due giorni feriali successivi alla scadenza; per gli assegni si chiede il protesto entro la scadenza utile dello stesso termine di presentazione – otto giorni se è pagabile nello stesso Comune in cui è stato emesso e 15 in altro Comune).

Ristrutturazione del debito:

è un’operazione che permettere di trovare un accordo fra cliente e banca o società emittente per modificare quelle che erano le condizioni iniziali di un prestito (ad es. tasso, scadenza, divisa, ecc) al fine di poter far superare un momento di difficoltà al cliente alleggerendo l’onere del debito

“Sofferenza”:

è la valutazione, da parte della banca o dell’intermediario finanziario, dello stato di insolvenza, ovvero l’incapacità accertata di saldare il proprio debito.

TAE:

detto anche Tasso Annuo Effettivo. È più alto del TAN perché comprende, oltre al tasso nominale, anche la capitalizzazione degli interessi, ma è più basso del TAEG perché non tiene conto delle spese di istruttoria, di spese di incasso, commissioni, ecc.

TAEG:

detto anche Tasso Annuo Effettivo Globale. Questo è il dato che va osservato e richiesto sempre perché mette a riparo da tutte le sorprese, in esso sono comprese infatti tutte le voci di costo per il cliente comprese spese di istruttoria,commissioni,spese di incasso ecc…

TAN:

detto anche Tasso Annuo Nominale. È il tasso di interesse puro, ma non è quello reale che verrà applicato al cliente. Quello che interessa al cliente è, invece, il TAEG.

Tutti i debitori vengono segnalati?

No. Gli intermediari comunicano ogni mese i crediti pari o superiori a 30.000 euro e i crediti in sofferenza di qualsiasi importo.