Il giornalista Marco Dotti dice insieme a noi NO all’azzardo

Facciamo il punto, dati alla mano, sullo scenario in merito al gambling e al GAP con uno dei massimi esperti in Italia: «Quando parliamo di consumo, parliamo di spesa e quando parliamo di spesa parliamo di indebitamento: del giocatore e della sua famiglia»

Il trend di consumo dell’azzardo è in drammatica crescita. Ce lo conferma e ce lo spiega il giornalista di Vita e docente di Professioni dell’editoria all’Università di Pavia Marco Dotti fra i maggiori esperti di azzardo in Italia, nonché sul podio dei “lottatori” che da anni combattono il fenomeno a suon di studi, pubblicazioni e appelli alla società civile.

  • Quale è lo scenario attuale del consumo di azzardo dati alla mano?

Quando parliamo di consumo, parliamo di spesa e quando parliamo di spesa parliamo di indebitamento: del giocatore e della sua famiglia. Parliamo inoltre dell’aggressione radicale al legame sociale e al cosiddetto (l’espressione è criticabile, ma usiamola per capirci) capitale relazionale. Fatta questa premessa, possiamo capire come i 96 miliardi di euro che rappresentano il fatturato 2016 dell’intero settore del gambling ricadano sulle vite concrete delle persone. I dati del 2017 non sono ancora ufficialmente noti, ma si può supporre che confermeranno l’aumento visto in questi ultimi anni, sforando forse quota 100 miliardi di euro. Se pensiamo che l’agroalimentare genera un fatturato di 137 miliardi di euro, possiamo capire anche comparatisticamente la cifra del disastro…

  • La situazione dunque non è cambiata a pochi mesi dalla firma dell’Accordo Stato-Regioni?

Il Governo ha fatto tanta pressione per poi non arrivare a nulla. L’Accordo è di fatto decaduto non essendo stato recepito in legge o decreto, anche se un prossimo Governo, se manterrà al loro posto gli attori di questo gioco delle parti istituzionale, tenterà di accreditare l’idea che sia ancora in vigore. Lo scopo è l’evidente sfiancamento da parte dello Stato apparato dello Stato comunità: siamo dinanzi a un conflitto istituzionale latente. Porre fine a questo conflitto è una priorità istituzionale concreta.

  • A suo avviso quale è il fronte più urgente su cui ingaggiare la lotta all’azzardo e quanto è grave l’emergenza GAP per i giovani?

Il fronte immediato è introdurre il divieto totale e assoluto, su qualsiasi piattaforma, di pubblicità e sponsorizzazione diretta o indiretta dell’azzardo. L’azzardo di massa è innervato di neuromarketing, vive compromettendo l’immaginario collettivo e punta a farsi accettare come “normale”, circoscrivendo il problema al campo del patologico. Noi sappiamo che patologico è, invece, l’azzardo nel suo insieme: è una tossicità ambientale, andrebbe trattata come le immissioni di gas tossico in un ambiente antropico. L’azzardo di massa, capillarmente diffuso, indotto tramite neuromarketing è ancora compatibile con il legame sociale? Questa è la questione. L’emergenza giovani è alta, ma questa è una droga intergenerazionale: spesso colpisce i più anziani, in quanto portatori di reddito fisso (pensioni). Il sistema lo sa e li aggredisce. E le ricadute di questa aggressione ricadono su tutti, giocatori e non. Il paradosso è che nessuno crede si debba fare prevenzione agli anziani, lo reputano una contraddizione in termini. E sulle nostre contraddizioni il business fa il suo gioco.

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