Quando la crisi colpisce il gioco d’azzardo. Casinò a rischio chiusura.

crisi dei casino

Dalla Valle D’Aosta a Campione d’Italia la crisi mette in ginocchio i casinò che, come quello di Saint-Vincent, sono a rischio chiusura.

Ogni anno il settore del gioco d’azzardo legale italiano fattura 88 miliardi di euro lordi, a cui vanno sottratte le vincite e le tasse.

Metà però arriva dalle slot machine: il numero di persone che le usano è cresciuto del 191% tra il 2005 e oggi. Il contributo dei casinò invece è molto più ridotto. Solo il 2% del mercato del gioco d’azzardo italiano è dato dai casinò. Mentre negli altri paesi europei le case da gioco contribuiscono in media al 15% dei mercati locali.

In Italia ci sono quattro casinò. Aperti e funzionanti, in deroga agli articoli dal 718 al 721 del codice penale che vietano l’esercizio del gioco d’azzardo salvo alcune eccezioni. Sono: il casinò di Campione a Campione d’Italia, un’exclave italiana in territorio svizzero; il casinò di Venezia; il casinò di Sanremo, in Liguria; e l’ex Casino de la Vallée di Saint-Vincent, in Valle d’Aosta, che recentemente ha cambiato nome in Saint-Vincent Resort & Casino.

La cronaca ci racconta dei grossi problemi finanziari del Saint-Vincent Resort & Casino, che si è visto costretto ad avviare una procedura di licenziamento collettivo per 264 dei suoi 648 dipendenti. L’annuncio del programma di riduzione del personale è arrivato il 20 febbraio, ma i licenziamenti saranno effettivi a partire da maggio. Ne è seguito che 7 assessori regionali su 8 della Valle d’Aosta – proprietaria del 99% del casinò fino ad oggi importante risorsa economica per il territorio – si sono dimessi sotto le pressioni di molti esponenti di tutti i raggruppamenti politici. Maggioranza compresa. Tanto che nella Regione potrebbero tenersi elezioni anticipate.

A causa della grande diminuzione di visitatori, il ricavo annuale della struttura, che ha 38 milioni di euro di debiti, è passato dai 125 milioni di euro del 2003 ai circa 60 nel 2016 e il numero degli ingressi si è dimezzato. C’è stato un aumento degli incassi del 7,46%, dal giugno 2015 al giugno 2016, ma non è stato sufficiente. Nemmeno la ristrutturazione del casinò decisa nel 2008 e iniziata nel 2010 ha risolto il calo dei clienti. Si spesero 120 milioni di euro di finanziamenti pubblici per trasformare la casa da gioco in un resort, ristrutturando il complesso, la sala delle slot machine in particolare, e acquistando il Grand Hotel Billia.

Il caso della Valle D’Aosta è tuttavia rappresentativo di tutti i casinò italiani che sono in crisi da anni.

Basti pensare che nel 2015 il loro fatturato complessivo è cresciuto per la prima volta in sette anni, ma solo dello 0,3%.

Dopo quello di Saint-Vincent, il casinò nella situazione più critica è quello di Sanremo. Tra giugno 2015 e giugno 2016 ha incassato 45 milioni di euro, lo 0,35% in meno rispetto ai suoi standard dell’anno precedente.

Le cause della crisi, dovuta al calo di ingressi, sono molte, secondo gli esperti del settore. Come Fabio La Rosa e Antonio Sorci dell’università di Enna, autori del saggio Il gioco d’azzardo in Italia (2016):

  • la generale crisi economica iniziata nel 2008;
  • la precedente introduzione della legge che vieta di fumare nei luoghi chiusi;
  • la diffusione del gioco d’azzardo online;
  • l’aumento di popolarità di giochi come i Gratta&Vinci e Superenalalotto;
  • lo scarso numero (solo 4);
  • la scarsa accessibilità (si trovano tutti in zone periferiche del Paese).

Infine, secondo Pietro Conca, ex direttore di Saint-Vincent Resort & Casino e del Casinò di Sanremo, è che non sono stati in grado di trasformarsi e mantenere la fama di luoghi prestigiosi e mondani che avevano in passato. Come invece hanno fatto i casinò di altri paesi europei, tra cui quelli sloveni, frequentati anche da molti italiani.

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