La verità vi farà liberi

La dipendenza contrasta con le indicazioni di libertà evangelica alla quale il cristiano è chiamato «… conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi.» (Giovanni 8:32). La libertà cristiana, infatti, implica la piena coscienza di poter disporre delle proprie facoltà in qualsiasi momento senza “dipendere” da impulsi che “obbligano” a comportamenti in realtà non voluti. Nel Nuovo Testamento, infatti, si legge, per i candidati a svolgere l’attività di diacono, «Non propensi a troppo vino»: si intende non dipendenti. Le qualità morali richieste per i diaconi dovrebbero essere di tutti i fedeli «Non avidi di illeciti guadagni» e «l’amore del denaro è radice di ogni specie di mali» (1 Timoteo 6:10; Cfr. Ebrei 13:5). È indubbio l’avvertimento a non farsi ingannare dai facili guadagni di ogni genere. Quindi «Che custodiscano il mistero della fede in una coscienza pura»: custodire significa conservare in un contenitore pulito (1 Timoteo 1:18-19).

L’idea del servizio nella Bibbia è tutt’altro che una disposizione avvilente. Il credente è chiamato a prendere in seria considerazione l’aiuto fraterno e disinteressato nei confronti dei deboli, dei poveri, degli emarginati, tutte categorie che le culture circonvicine ad Israele erano invece abituate a disprezzare. Dio stesso, l’Altissimo, è presentato come il servitore di tutti e il cristiano ha una «missione di carattere messianico, come partecipazione alla missione apostolica».

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