L’efficacia dei trattamenti online per il gioco d’azzardo problematico

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Da uno studio scientifico emerge come, per chi è affetto da ludopatia, sia efficace una terapia cognitivo-comportamentale online per il trattamento del gioco d’azzardo.

Buone notizie! Uno studio recentemente pubblicato dal  Journal of Gambling Studies mostra l’efficacia dei trattamenti online per il gioco d’azzardo problematico (ICBT). I ricercatori hanno comparato gli esiti di alcuni pazienti sottoposti a terapia cognitivo-comportamentale online con quelli di un gruppo di controllo. Quest’ultimo formato da pazienti in lista d’attesa. A questo si è aggiunto un ulteriore gruppo, coinvolto in un programma di monitoraggio, feedback e supporto per i problemi di gioco (IMFS). I 174 partecipanti sono stati assegnati casualmente a uno dei tre gruppi. L’intento è stato quello di valutare l’effetto delle tre differenti condizioni sui comportamenti di gioco e sui correlati stati di salute mentale.

I pazienti coinvolti nell’ICBT e nell’IMFS, dopo aver completato sei moduli online, hanno beneficiato di un significativo alleviamento della severità del disturbo da gioco d’azzardo. Effetto positivo che si è mantenuto stabile nei 12 mesi seguenti. Negli utenti sottoposti a terapia cognitivo-comportamentale si sono riscontrati miglioramenti in merito non solo all’impulso a giocare, ma anche a livello cognitivo, di stress e di soddisfazione  rispetto alla propria vita. I risultati indicano dunque che i trattamenti online possono costituire validi strumenti per stimolare la richiesta di aiuto. Nonché aumentare la ritenzione in trattamento nella popolazione dei giocatori problematici. Sono inoltre suscettibili di integrazione in un più ampio approccio di presa in carico e cura.

Come segnalato da altri studi sul tema, future ricerche dovranno esaminare i metodi più appropriati per accrescere il tasso di partecipazione e ridurre il tasso di abbandono nei trattamenti online. Soprattutto in un contesto in cui il giocatore problematico difficilmente chiede aiuto e ancor più difficilmente accetta trattamenti face-to-face mostrata dalla popolazione generale dei giocatori problematici.

Fondamentale dunque offrire nuove opzioni terapeutiche in alternativa a, e ad integrazione di, quelle tradizionali.

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